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L’Unione informa
7 settembre 2008 – 7 Elul 5768
alef/tav rassegna stampa notizieflash
alef/tav
Benedetto Carucci Viterbi Benedetto
Carucci Viterbi,

rabbino
La lettura biblica di questa settimana contiene, tra le altre, la proibizione di estendere il confine del terreno di cui si è proprietari a scapito del terreno di altri. Per estensione si può intendere questo precetto come la proibizione di uscire dai limiti del proprio ruolo, sconfinando in quello altrui.
Un invito all’autocoscienza e al rispetto, ben necessario in una società in cui molti – troppi – si sentono legittimati all’invasione di campo.
Nelle prossime settimane l’anniversario delle leggi razziali, forse tornerà come argomento di riflessione o nei discorsi pubblici. Per ora chi ne ha parlato ha ripreso il solito argomento della cattiva amicizia tedesca. Pessimo inizio. David Bidussa,
storico sociale delle idee
David Bidussa
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rassegna stampa
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Intervista a Renzo Gattegna: “La musica per conoscere gli ebrei”

Oggi si celebra la nona Giornata europea della cultura ebraica, che cosa significa questa giornata? “E’ una forma di apertura della cultura ebraica verso l’esterno. Lo scopo è quello di aiutare la conoscenza della religione, della cultura ebraica e degli ebrei”. C’è poca conoscenza in Italia della cultura ebraica? “Sì. È una carenza collegata all’esiguità di certe comunità”. […]
[…] Gli italiani hanno ancora un pregiudizio nei confronti degli ebrei? “In Italia ci sono meno episodi di antisemitismo rispetto al resto d’Europa. Questo dipende da vari fattori: l’apertura degli italiani verso l’esterno, la legislazione, a partire dalla Costituzione, con l’intesa tra l’Unione delle Comunità e lo Stato italiano. E dal
punto di vista penale ci sono sanzioni per le discriminazione o le istigazione all’odio religioso”. […]
[…] Ritiene che questo sia un periodo tranquillo per l’ebraismo italiano? “All’inizio del mio mandato avevo detto che era importante creare una giunta unitaria con tutte le tendenze. Dopo due anni di presidenza sono evidenti i risultati che questa collaborazione sta producendo” […].
Alain Elkann – La Stampa – 7 settembre 2008

“Il male assoluto? Le leggi razziali, non il fascismo”

“Yad Vashem ci ricorda il buco nero dell’umanità”. Gianni Alemanno è seduto nella hall di un albergo di Tiberiade, sorseggia una granita di caffè ed è in attesa della macchina che lo porterà a  Gerusalemme. Al museo dell’Olocausto c’è stato già nel 2003, quando era ministro dell’Agricoltura, ma questa volta la visita ha un sapore diverso: questa mattina, infatti, ci andrà da sindaco di Roma, il primo sindaco di centrodestra della Capitale. E Yad Vashem, per la destra italiana, non è un luogo come gli altri. Oggi i rapporti con Israele sono buoni, tanto che nella commissione Amato che si insedierà il 10 settembre ci sarà un alto rappresentante della comunità ebraica
romana, ma un tempo non era così. […]
[…] Per lei il fascismo fu il male assoluto? “Non lo penso e non l’ho mai pensato: il fascismo fu un fenomeno più complesso. Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con quella definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica e culturale”. In che
senso? “Fu un cedimento al nazismo e al razzismo biologico, che non era nelle corde iniziali del fascismo”. […]
[…] Oggi come sono i suoi rapporti con gli ebrei? “Buoni. Sono vicepresidente della Fondazione del museo della Shoah e mi sono impegnato per la prosecuzione dei viaggi della memoria ad Auschwitz. L’Olocausto è stato una tragedia
immensa anche perché furono sterminati tantissimi bambini”. […]
Ernesto Menicucci – Corriere della sera – 7 settembre 2008

Noi, testimoni degli abissi del Novecento

[…] Ci sono ironia e prigione anche nel racconto di Angel Wagenstein, ottantaseienne regista e scrittore bulgaro, che il pubbllco italiano ha potuto conoscere proprio qui a Mantova. Wagenstein racconta a Giorgio Pressburger di aver cominciato a scrivere una sera in cui aspettava l’esecuzione, con al collo una catena da trenta chili, prima di
essere liberato dall’Armata rossa. Da allora non ha mai smesso di scrivere, che sia cinema o letteratura. Baldini Castoldi Dalai ha appena pubblicato Shanghai addio (che i critici americani hanno paragonato a Casablanca), storia d’amore ambientata nel ghetto ebraico della città cinese. “Ma la mia non è una storia ebraica precisa lui . È una storia umana”.
Cristina Taglietti – Corriere della sera – 7 settembre 2008

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notizieflash
Arriva moked.it, il portale dell’ebraismo italiano
(ANSA) – Roma, 5 sett
L’ebraismo italiano ha un nuovo portale web,  http://www.moked.it. Lo ha annunciato Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, che domenica 7 settembre illustrerà il progetto
nel Tempio centrale di Milano in occasione dell’inizio della Giornata Europea della
Cultura Ebraica 2008.
“Lo scopo del nuovo sito internet, che sostituisce il vecchio http://www.ucei.it, è agevolare la comunicazione tra tutte le comunità ebraiche italiane, cercando di agevolare soprattutto la partecipazione dei giovani e rivolgendo l’attenzione anche
agli eventi internazionali che riguardano l’ebraismo”.
Tra la rassegna stampa di moked.it, infatti, sono riportati testi di giornali che vanno dalle accuse di nazismo rivolte a Sarah Palin, candidata vicepresidente repubblicana, all’intervista al direttore d’orchestra Daniel Barenboim in occasione del suo concerto al Ravello Festival di Salerno.
“Il sito – continua Gattegna – lascia degli spazi di gestione autonoma per le comunità locali ed è dedicato alla segnalazione di eventi, iniziative e alla discussione di problemi di carattere politico”.
L’intento di valorizzare la tradizione e l’identità del mondo ebraico è evidente già nel significato del nome del portale: moked, ovvero ‘messa a fuoco’, un osservatorio on line accessibile a tutti attento alle dinamiche dell’ebraismo in
Italia e nel mondo.
Attualità e tradizione trovano espressione nella scelta di termini in lingua ebraica, con la traduzione in lingua italiana, anche per le diverse sezioni del sito web: achshav (adesso), ad esempio, è il titolo degli avvenimenti in corso; pilpul (polemica), quello dei dibattiti più scottanti; Eretz(Israele), quella dedicata alla ‘terra promessa’.

Giornata della cultura ebraica, si festeggia in tutt’Italia
Roma, 7 sett –
Prende il via oggi da Milano, quest’anno città capofila per l’Italia insieme a Mantova, la Giornata europea della cultura ebraica. Giunta alla nona edizione la manifestazione si celebra in 27 paesi e in 58 località italiane. La sfida, sottolinea l’Unione delle comunità ebraiche italiane, è di aprire al pubblico le porte di sinagoghe, musei e siti ebraici così da comunicare i valori, le tradizioni e il patrimonio culturale dell’ebraismo.
Il tema conduttore è quest’anno la musica. Da Casale Monferrato a Santa Maria del Cedro, da Pisa a Lugo di Romagna, da Trani a Venezia a Trieste nei teatri, nelle sinagoghe, nelle sale da concerto e nelle piazze sarà dunque possibile ascoltare musica ebraica. Musica colta o popolare, ritmi chassidici e melodie sefardite, canti liturgici e klezmer. Musiche che spiegano l’integrazione e l’incontro con le altre culture, che esprimono gioia o malinconia, che sono espressione dei momenti felici e delle pagine tristi. Musiche che saranno una chiave per conoscere e capire meglio la vita e la cultura ebraica”.
A Milano, nella Sinagoga di via Guastalla, sono annunciati il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il presidente dell’Ucei Renzo Gattegna e quello della comunità milanese Leone Soued.
“Come rappresentante degli ebrei italiani – sottolinea Renzo Gattegna che venerdì ha annunciato la nascita di Moked.it, nuovo portale del’ebraismo italiano – mi piace insistere sul significato della Giornata quale occasione di apertura verso tutti. Apertura fisica dei luoghi ebraici a tutti i visitatori, attraverso la quale ci si propone di stimolare il dialogo, lo scambio, la comprensione reciproca”. Ed è proprio di oggi la notizia che il Coreis, Comunità religiosa islamica, si recherà domani in visita nelle sinagoghe, nei musei e nei siti ebraici “per valorizzare presso la cittadinanza il dialogo che ebrei e musulmani condividono oggi in
Italia”.

Gattegna, le leggi razziali frutto del regime fascista
Milano, 7 sett –
“Le leggi razziali furono emanate dal regime fascista”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, a Milano per la Giornata europea della Cultura Ebraica, a proposito delle dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno sulle leggio razziale definite “male assoluto”.
“Le leggi razziali sono state emanate dal regime fascista,
convalidate dalla monarchia – ha detto Gattegna – quindi mi sembra difficile separare le due cose: ritengo che quando si tratta di argomenti così importanti è necessario anche essere molto cauti nelle dichiarazioni e più che singole frasi bisognerebbe approfondire la parte storica, gli avvenimenti e insegnare ai giovani questo passato tragico perché non si ripeta mai più”.

Schifani in Israele, imperativo non dimenticare la Shoah
Gerusalemme, 7 settembre –
La memoria della Shoah è “un imperativo categorico. Mai più queste tragedie, eccidi di milioni di innocenti”. Lo ha affermato oggi a Gerusalemme il presidente del Senato Renato Schifani a conclusione di una visita allo Yad Vashem, il museo della Shoah.   “Io credo – ha detto – che la notte della ragione, il buio della ferocia non possano e non debbano più tornare nella storia. L’ impegno di tutti gli uomini di buona volontà deve essere questo: mai più”.
Schifani è in Israele in pellegrinaggio privato assieme a una sessantina di parlamentari e sindaci italiani di differenti colori politici.

Tel Aviv, morto lo storico pacifista Dan Bar On
Bolzano, 7 sett –
E’ morto pochi giorni fa ieri a Tel Aviv Dan Bar-On, lo studioso israeliano della convivenza tra i popoli. Sessantanove anni, nel 2001 era stato insignito del Premio Alexander Langer assieme al compagno di lavoro Sami Adwan. A darne notizia è la fondazione Langer di Bolzano.
Dan Bar-On era nato a Haifa da una famiglia di immigrati tedeschi. Per anni si è occupato delle conseguenze del trauma della Shoa nei figli delle vittime e in quelli dei carnefici. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. Il suo lavoro più noto, “La storia dell’altro”, nasce dal lavoro congiunto di docenti israeliani e palestinesi organizzato dal Peace Research.

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